TEMPESTA 6+ – Residenza IDRA/Rebelot Teatro


COLOGNE – ore 21
Parco Verziere – Via donatori AVIS AIDO
(in caso di maltempo c/o Cinema Teatro Cristoforo Torri – Via Martinelli, 22)

ispirato a The Tempest di William Shakespeare

regia e drammaturgia di Roberto Capaldo
con Roberto Capaldo, Sacha Oliviero, Francesca Perilli
habitat di Antonio Catalano
maschere di Andrea Cavarra
costumi di Chiara Barlassina
disegno luci Iro Suraci
un progetto di Rebelot Teatro
produzione Residenza IDRA

Per arrivare a scatenare una tempesta bisogna essere davvero molto forti e potenti e sicuramente molto, molto arrabbiati. Qualcuno deve averci fatto un torto così grande da scatenare dentro di noi.
Il desiderio di ripagarlo con la stessa moneta, più gli interessi. Insomma chi è capace di scatenare tempeste contro i propri nemici, deve avere di sicuro un grande potere, ma per arrivare a perdonarli bisogna avere dei superpoteri, bisogna essere maghi.
La storia del mago Prospero, usurpato e confinato sull’isola assieme alla figlioletta Miranda, dello spirito dell’aria Ariele, del selvaggio Calibano e di tutta la strampalata compagnia della Tempesta di Shakespeare, viene proposta ai bambini in una messinscena dal sapore poetico, attraverso l’uso delle maschere, come in un sogno, in cui i veri supereroi non puniscono i cattivi ma li “tempestano” fino a farli pentire, perché è solo così che il mondo può accogliere il bene. E se noi “siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni”, allora possiamo essere sicuri che la realtà dipende solo da ciò che sogniamo.

NOTE DI REGIA

Il perdono è il tema che detta la necessità di mettere in scena La Tempesta. Shakespeare in fondo racconta cosa succede nel mondo quando ci svincoliamo dai meccanismi viziosi e autistici della vendetta, della ripicca, del rancore. Questa storia racconta ai bambini che esiste una reale alternativa alla quotidiana competizione e sopraffazione cui oramai il mondo-isola in cui tutti approdiamo ci ha assuefatto. Che c’è una possibilità di scelta che in fondo sarebbe anche la più conveniente, anche se è la meno adottata, perché ci permette di essere umani, ci concede un modo diverso dal comune sentire, ci dice che la cosa giusta non è sempre quello che tutti fanno di solito.
Si racconta che la forza e l’infallibilità dell’amore, da cui deriva il perdono, sono gli unici strumenti che permettono la più grande delle magie: crescere e vivere senza paura, camminando sulla terra su cui siamo approdati. “L’uomo non è cattivo, ha solo paura di essere buono”, diceva Eduardo, dedicando alla traduzione in napoletano de “La Tempesta” la sua ultima fatica.